Madonna Della Luce
Mistretta
7 e 8 Settembre



Ai piedi del monte del Castello sorge un'antica Chiesa rurale dedicata alla Madonna Della Luce
(o nel linguaggio popolare Matr' 'a Lùci). Fondata tra il XV ed il XVI secolo, doveva avere all'origine dimensioni e forme architettoniche ben più modeste di quelle attuali. Le annotazioni delle visite pastorali del 22 Febbraio 1734 e del Settembre 1750 ci informarono che nella Chiesa vi erano due altari; in quello maggiore l'immagine di Maria Santissima dipinta sopra il muro, in quelli laterali l'immagine di Gesù Crocifisso, un dipinto con San Cataldo e la statua di Maria Santissima. Nel corso del tempo, la Chiesa si trasforma in santuario con l'aggiunta di nuove fabbriche annesse all'edificio centrale: la sagrestia, l'eremitorio, un refettorio, e una pinnàta. Dal 1747 vengono realizzate tre cappelle su richiesta del procuratore pro tempore Filippo Portera. I lavori continuano fino al 1830 (data dipinta su un cartiglio al centro dell'arco d'accesso al transetto). La Chiesa assume così la forma di una croce latina con cupola su tiburio ottagonale all'incrocio dei bracci. Segna la data del 1808 la decorazione parietale interna dell'edificio; vi sono rappresentate grottesche neoclassiche di tipo pompeiano ricche d’uccelli, motivi fitomorfi e simbolici tra cui primeggiava il fuoco, il tutto realizzato da parte del pittore palermitano Salvatore De Caro. Figurano ancora sei medaglioni con citazioni bibliche (dal Cantico dei Cantici, dal Siracide e dai Proverbi) riferite alla Sapienza e a Gerusalemme personificate (e quindi a Maria, invocata nelle litanie lauretane come Sedes Sapientiae e Lanua Coeli); quattro figure di Profeti dell'Antico Testamento (Davide, Geremia, Isaia ed Ezechiele, con cartigli contenenti brani tratti dai loro libri) sui pennacchi della cupola; tre quadroni con scene del Nuovo Testamento (Sposalizio della Vergine, Divino Concepimento di Gesù e sua Presentazione al Tempio) sulla volta della nave, opere che risentono complessivamente di un più accentuato cromatismo rispetto alle pitture murali del presbitero. Nel XIX secolo l'esecuzione di un progetto del Basile comportò la demolizione delle dieci colonne che formavano il portico della Chiesa e della tettoia sostenuta dalle medesime, i cui materiali sono stati in parte riusati e in parte depositati all'interno dello stesso Cimitero, della Chiesa Madre o del Museo Civico Polivalente, dove sono ancora visibili. Tuttavia ai giorni nostri, all'interno si presenta ancora nelle forme settecentesche; l'aspetto generale è assai dimesso e nel corso degli anni molte sono state le opere danneggiate.



...Foto Chiesa...


...Affresco...